BEACON

I Beacon, poco più grandi di una moneta, sono pronti a cambiare il mobile marketing

Che smartphone, phablet e tablet siano sempre più parte del nostro quotidiano, non c’è bisogno di ribadirlo: dalla mattina alla sera, in casa, quando ci muoviamo, in ufficio… Al di là delle statistiche, sempre più chiare, è proprio l’esperienza di tutti giorni a farci toccare le dimensioni del fenomeno.

Raggiungere le persone e comunicare con loro attraverso questi dispositivi fa parte delle pratiche di interazione raggruppate sotto l’espressione cappello “mobile marketing”.

Osservatorio Wearable To

In Italia è stato inaugurato da poco l’osservatorio Wearable To, dedicato all’uso dei dispositivi “indossabili”

Tra i fenomeni in rapida crescita, troviamo l’interazione dei dispositivi mobile con altri dispositivi ed in particolare quelli “indossabili” (wearable devices), il cui numero sta crescendo a dismisura.

Dai braccialetti alle clip per le scarpe, Fitbit, Jawbone, Nike ed altri brand stanno proponendo dispositivi da indossare, capaci di registrare moltissime informazioni e passarle tramite lo standard wireless Bluetooth Smart (lo si trova anche chiamato Bluetooth BLE, Bluetooth LE o ancora, Bluetooth 4.0) agli smartphone: movimenti, pulsazioni, temperatura e conduttività della pelle sono solo alcuni dei dati tracciati, pronti per essere rielaborati.

Bluetooth Smart è un protocollo che permette ai dispositivi di consumare pochissima energia e di comunicare in maniera estremamente semplice.

Un sistema che fa uso di questo canale di comunicazione, particolarmente importante per chi si occupa di mobile marketing, è stato da poco messo a disposizione da Apple e si chiama iBeacon. Di cosa si tratta?

iBeacon: la rivoluzione del mobile marketing

I beacons possono interagire con altri dispositivi fino a un raggio di 70 metri

I beacons possono interagire con altri dispositivi fino a un raggio di 70 metri

L’elemento cardine del sistema iBeacon sono dei veri e propri radiofari(appunto, gli iBeacon), capaci di emettere un segnale radio che gli smartphone sono in grado di intercettare a distanza, tipicamente nel raggio di 50/70 metri dalla fonte.

I moderni dispositivi mobile possono calcolare la distanza dal radiofaro e, nel caso siano entro il raggio di emissione di tre o più radiofari, possono individuare la posizione esatta rispetto agli stessi con un’approssimazione di pochi centimetri.

Triangolazione con beacons

Bastano tre radiofari per rilevare un dispositivo con un’approssimazione di pochi centimetri

L’impiego del Bluetooth Smart permette agli iBeacon di trasmettere il proprio segnale per 2/3 anni senza mai smettere, semplicemente impiegando una pila per orologio.

Le dimensioni dell’elettronica necessaria per realizzare il singolo dispositivo sono particolarmente contenute e destinate a ridursi sempre di più: se oggi equivalgono a una piccola chiavetta USB, presto saranno dei semplici bottoni o ancora più piccoli.

 

Integrazione con smartphone ed altri dispositivi mobili: come funziona

I dispositivi che supportano il protocollo Bluetooth 4.0 possono essere usati per riconoscere ed impiegare il segnale emesso da uno o più radiofari, tipicamente attraverso l’impiego di un’applicazione (se ne stanno sviluppando per i principali sistemi operativi mobile: iOS, Android e Windows Mobile).

Su questo punto abbiamo una delle principali differenze rispetto ai precedenti tentativi di impiegare lo standard Bluetooth per il mobile marketing. Le passate applicazioni di Bluetooth Advertising, che rientrano nella più ampia sfera delle risorse per ilmarketing di prossimità, richiedevano complicate operazioni di “abbinamento” tra cellulare/smartphone e trasmittente e l’adozione da parte del grande pubblico è stata piuttosto fredda anche per questo motivo.

Estimote Beacons

Con i beacons di Estimote i negozianti possono sapere su quali prodotti cade l’attenzione, e chi acquista può avere promozioni dedicate

Con il sistema iBeacon (e gli equivalenti in arrivo da altri grandi produttori), le persone si troveranno questa tecnologia tra le mani senza quasi neanche accorgersene, un fattore destinato a fare la differenza nell’adozione di massa.

Le applicazioni degli iBeacon sono davvero tante – sia per tipologia che per campo di applicazione – e sono destinate a cambiare radicalmente il nostro quotidiano.

Tra i primi a comprendere e sfruttare le potenzialità degli iBeacon vi sono proprio gli operatori del retail (a partire da Apple stessa che – non dimentichiamo – ha più di 430 negozi sparsi un po’ in tutto il mondo), alla pressante ricerca di tecniche utili per contrastare il fenomeno dello showrooming: in questo settore è possibile ad esempio intercettare che una specifica persona è entrata in negozio e si è messa a guardare determinati prodotti; in base a questi ed altri fattori, il negoziante potrebbe avvisarlo di una promozione speciale proprio per quei prodotti o, ancora, indirizzarlo ad altri articoli più adatti al suo profilo.

Se viene in mente una famosa scena del film Minority Report, in cui il protagonista entrava in un negozio ed i cartelloni pubblicitari dialogavano direttamente con lui, non siamo lontani, salvo la sostanziale differenza che quiil dialogo tra negoziante e persona avviene per il tramite dello smartphone, assicurando un livello di privacy decisamente superiore.

Le potenzialità di iBeacon nel retail non sono riservate ai negozianti: anche i brand possono ben impiegarlo per dialogare meglio con i potenziali acquirenti(e non). Quanti si avvicinano al corner instore del brand? Quanto tempo si soffermano? Quanti cercano più informazioni, avvicinando lo smartphone al radiofaro?

Le mille possibilità degli iBeacon: idee ed esempi

Gli iBeacon presenti in un ristorante ci possono guidare al nostro tavolo, permetterci di ordinare direttamente dal nostro smartphone e da lì molto altro. Il tutto con costi assolutamente irrisori – nel confronto con le soluzioni attuali – per il ristoratore.

Musei, gallerie, case e uffici: per ogni luogo è possibile immaginare molte applicazioni, accessibili a fronte di uninvestimento davvero minimo.

Se poi ci spostiamo nell’ambito industriale, tra produzione e logistica, il numero di applicazioni possibili è davvero elevato.

Per ognuna delle mille applicazioni possibili, tra i punti di interazione più probabili con le persone troviamo nuovamente i dispositivi mobile di cui sopra:smartphone, phablet e tablet a cui, con una certa rapidità, si aggiungerannosmartwatch e smartglasses.

Questi strumenti di interazione sono tutti punti di contatto possibili per chi si occupa di mobile marketing: così come lo schermo dell’e-reader Amazon Kindle, quando in standby, può diventare un veicolo pubblicitario (a fronte della riduzione del costo di acquisto del dispositivo), modalità simili si possono immaginare per altri dispositivi.

Il mobile marketing tra l’utile e il fastidioso

Il giusto equilibrio nel rapporto tra chi desidera veicolare un messaggio tramite strumenti di mobile marketing ed i destinatari è tutto da costruire: quante notifiche le persone potranno e vorranno ricevere? Si potranno stabilire luoghi e momenti “off limits”, come già avviene negli Stati Uniti per il telemarketing (le telefonate dopo una certa ora per proposte commerciali non sono consentite)? Verranno posti limiti allo spazio visivo occupabile con messaggi pubblicitari sugli smartglasses?

Il giro d’affari della pubblicità mobile in Italia nel 2013 è stato di 204 milioni di euro (+129% rispetto al 2012)

Mobile marketing: un potenziale ancora tutto da scoprire

Grandi cambiamenti quindi per chi si occupa di mobile marketing, con la possibilità di scegliere tra moltissimi strumenti diversi: se prima c’erano solo gli SMS, oggi ci sono anche le notifiche push; se prima si parlava solo di codici QR, oggi realtà aumentata e radiofari cambiano le regole del gioco.

Il 73% degli italiani naviga ogni giorno via smartphone, e di questi il 51% ha cliccato su una pubblicità

Entrare in contatto con un messaggio pubblicitario attraverso dispositivi mobilepuò essere invece trasformato in un’esperienza di valore, che le persone apprezzano e ricercano, con un vantaggio netto per tutte le parti in gioco. Per farlo, bisogna presentarsi al momento giusto, con un messaggio adeguato e personale, di reale interesse per chi ne è destinatario.

Un ultimo accenno riguarda il mobile marketing e lo sviluppo di app: sempre più operatori infatti si stanno muovendo nello spazio delle applicazioni per dispositivi mobile, in un crescendo di idee che segna un mercato ancora “agli inizi” e che con buona probabilità presto vedrà un notevole consolidarsi delle proposte.

App Esselunga

L’app di Esselunga offre sconti ai clienti durante la spesa sulla base dei gusti e degli acquisti effettuati in passato.

Il 42% degli italiani usa lo smartphone in negozio per confrontare i prezzi con quelli delle altre catene

Anche questo è mobile marketing: catalizzando l’attenzione del visitatore e tenendolo “occupato” sull’applicazione proposta dall’insegna, si riducono gli stimoli all’impiego di applicazioni di terze parti, che potrebbero portare il potenziale acquirente – ed i suoi soldi – altrove.

 

Vi lasciamo con un video, realizzato appositamente per i Beacons.

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